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Saro Messina, "la la la" Per via del suo temperamento sempre tagliato a favore del buon umore e la visione ottimistica della realtà.Già da giovanissimo nel campo del fitness e dello sport agonistico, si accosta all’attività in montagna intorno gli anni 80’.Laureato in scienze motorie, ha fatto del movimento la sua principale attività e la sua professione.Malgrado l’innata predisposizione per lo sci, rifiuta da sempre i limiti imposti dalle piste e dai tracciati di nevi battute.Ha scritto e pubblicato la prima guida sullo scialpinismo sull’Etna
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Giuseppe Sorbello, "capu chiumma"* Personaggio dai modi non troppo ortodossi.Inizia la sua attività in montagna poco più che quattordicenne, maturando notevoli esperienze nel campo dell’arrampicata, della speleologia e dello scialpinismo.Oggi, anche abile navigatore oltre che ottimo scialpinista, resta uno dei riferimenti principali del gruppo. * termine dialettale che indica la caratteristica figura alla quale, durante la vendemmia, era affidata la responsabilità degli operai nella lavorazione di raccolta dell’uva.
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Sandro Mambelli, "Sandrino" L’anima gentile e razionale del gruppo.Da giovane già un talento nel campo dell’arrampicata sportiva, la sua carriera di scialpinista riceve una decisa svolta dopo l’incontro con i cavernicoli.Da allora pratica costantemente la bici da montagna e lo scialpinismo.
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Giuseppe Messina, "il gufo" Dall’evidente somiglianza della sua morfologia facciale con il noto uccello notturno. Ciclista su strada in origine, ora mountainbiker, proveniente dai campi da sci, si accosta ai cavernicoli verso la fine degli anni 90’. Dopo tale incontro scopre e resta affascinato dal meraviglioso mondo del fuoripista e della montagna incontaminata.
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Salvatore Arcidiacono, "superturi" Alla soglia dei 60 anni riscopre una sorprendente e sopita verve giovanile che gli consente di superare con successo le dure prove a cui i cavernicoli lo sottopongono.Per tale motivo, forte anche di un passato come paracadutista, a piena ragione gli viene conferito tale prestigioso "super" appellativo.
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Giuseppe Martinico, "martinike" Quasi un robot, per via della possente muscolatura, che lo associa più al mondo delle macchine che a quello degli umani.Penultimo adepto della lista, è appassionato di arrampicata e solo da poco tempo ha imparato ad apprezzare e a godere dei piaceri dello scialpinismo in tutti i scuoi aspetti.
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Vincenzo Rapisarda, "pelliccia" Pelliccia, come la sua ricorrente esclamazione durante i momenti di particolare difficoltà. Anche lui si accosta per pura fatalità al gruppo, in seguito ad un casuale incontro in Francia. Biker, arrampicatore e ora specialista nello scialpinismo, è membro del locale gruppo del soccorso alpino.
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Rosario Cavallaro, "Lapunaru" Da sempre, sembra essere stato perseguitato dai calabroni, che hanno più volte scambiato il suo casco, in moto prima ed in bici più di recente, per un accogliente rifugio (da cui il nome di "lapunaru", ossia calabrone). Climber pentito, più precisamente dalla data dell’ultima disavventura avuta in parete; ha preferito, oltre che praticare assiduamente la mountain bike, specializzarsi nello scialpinismo, riuscendo a superare (anche per via della sua possente corporatura) le dure prove a cui recentemente è stato sottoposto.
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Rosario Costanzo, "extreme" Ora ufficialmente in organico, da sempre considerato un Cavernicolo atipico per via della sua caratteristica incostanza nel frequentare il gruppo. Suo attrezzo prediletto: la bicicletta; ma anche in altre circostanze, per esempio in montagna, riesce sempre a risolvere ottimamente ogni tipo di situazione, grazie alle sue sorprendenti potenzialità fisiche innate. Extreme, come il vocabolo soventemente da lui nominato, affascinato da tutte le performance al limite del possibile appunto, ha sempre manifestato una particolare passione per ogni forma di gara e competizione.
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Fabio Cannavò, "meteo" Ultimissimo arrivo in casa cavernicoli Raccolto in quota, munito di attrezzatura inidonea e di un bagaglio tecnico a dir poco discutibile, dalla sua parte giocano un’ottima costituzione fisica e una gran voglia di diventare “da grande” un vero sciatore. Fabio ha sempre dimostrato una grinta e una determinazione tipiche di un vero cavernicolo. Rimane inoltre, un affidabile punto di riferimento quando si parla di previsioni meteo e profezie legate all’ andamento climatico in ambito nazionale ed europeo. Frequentemente lo si trova armeggiare tra stazioni meteo, collegato ai più autorevoli siti del settore.
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Macchia "il Grinch", razza Alaskan Malamute di quasi 8 anni ha dimostrato di possedere le qualita’ fisiche e caratteriali di un vero cavernicolo, anche in situazioni non proprio adatte ad un cane. Il primo quadrupede ad essere consacrato tale (forse non il primo animale…..).
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Alba "Alba chiara" Alaskan Malamute di anni 4 Figlia del Grinch, lasciata prematuramente orfana da una mamma premurosa ed affettuosa. Ricalca perfettamente il carattere del padre, da sottolineare una forza e una tempra fisica da fare onore alla razza.
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