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ITINERARIO N.6

 

Da P.le Etna/Sud (m.1904)- staz.Montagnola (2450)- Torre del Filosofo (m.2919) – la Cisternazza (m.2564) – porzione nord di Serra di Cuvigghiuni – Valle del Bove (m.1820) – Serra Pircitata – Schiena dell’asino – Valle del Tripodo – Pian del Vescovo (m.1450)-

Gita lunga e a tratti impegnativa, dai validissimi aspetti sia alpinistici che escursionistici, da effettuarsi con innevamento abbondante su tutto il versante Est, da stagione inoltrata fino a inizio primavera; occorre tutta l’attrezzatura da alta montagna ed alpinistica.
Meritano di essere citati: la difficile ma bellissima discesa in zona Serra di Cuvigghiuni con il successivo attraversamento Nord/Sud della Valle del Bove, verso il ramo nord del canalone della Montagnola, nonché la risalita di Serra Pirciata e la discesa finale in seno alla selvaggia Valle del Tripodo.
Anche in questo caso bisogna parcheggiare prima un’auto in zona Pian del Vescovo (Chianu vispicu), raggiungibile da p.le Etna/sud lungo la S.P.92 verso Zafferana Et. dopo km.7 (ampio slargo segnalato).

DATI TECNICI

Disl tot.salita m.1240 – Disl.tot.discesa m..1600 – Difficoltà OS-BA – tempo medio di percorrenza h.7 – versante Sud , Est , Sud/Est. – periodo consigliato: genn.-febb.-marzo.

Consigliati: casco, piccozza, ramponi, moschettoni, corde, imbracatura.

Giunti a Torre del Filosofo (vedi Itin.n.1), in direzione Sud/Est per il noto corridoio sabbioso, si raggiungerà la grande voragine della Cisternazza (m.2564), quindi, superatala ci si accosterà al bordo della Valle del bove (attenzione alle raffiche improvvise di vento) raggiungendo la zona (Serra Cuvigghiuni m.2500 circa) dove ripidi canali dalle varie forme e grandezze si intrecciano in discesa verso il fondo della Valle.

Facendo una coscienziosa valutazione della situazione, dopo aver scelto la via più congeniale, inizierà l’emozionante discesa (per il primo tratto curva saltata), assolutamente sconsigliata con neve incoerente o ghiacciata, dopo abbondanti nevicate o in assenza di visibilità. Quando la pendenza a meta’ parete tenderà ad attenuarsi, sarà importante ricordarsi, man mano, di spostare la traiettoria di discesa verso destra (Sud), cercando di intraprendere una traiettoria di discesa più trasversale lungo più canali paralleli fin quando, intorno quota 2100, si arriverà ad intersecare il ramo finale del canalone della Montagnola (Canaluni da Rina) che percorrendolo ci porterà alla base della Valle del Bove (m.1770).

Volgendo le spalle al mare (Est), la risalita potrà iniziare lungo il paretone (Serra Pirciata) che ci apparirà a sinistra (Sud): una lavagna abbastanza regolare ma ben larga e delimitata ai lati da rocce, che solo raramente si potrà avere la possibilità di attaccare calzando gli sci e le pelli di foca, data la pendenza.

Coperto questo primo dislivello di circa 200 m.vert., (h.0,40), si arriverà ad un piccolo altipiano zona di intersezione con la Serra dell’acqua (1997), da dove si potrà scorgere nitidamente il margine della valle (Schiena dell’asino) e valutare con calma il preciso punto per lo scollinamento successivo.

Riposti gli sci sullo zaino, dopo aver sfoderato la piccozza e calzato i ramponi (se non fatto prima), si può decidere di affrontare quest’ultimo pendio in direzione Ovest, cercando la cresta intorno quota m 2200, pressappoco nel punto medio dell’estensione totale della schiena dell’asino (peraltro confortati dal fatto di essere al centro di un ambiente dalle sfumature realmente patagoniche).

In alternativa si può optare per un attraversamento in direzione Sud/Est, verso località Lapide malerba (m.2000 circa); in realtà forse meno conveniente proprio per le insidie che tale manovra (apparentemente più semplice) di attraversamento in mezzacosta su pendenze sostenute ed esposte, può riservare.

Ritornando a parlare della prima soluzione, giunti in zona Schiena dell’asino e calzati gli sci, inizierà la discesa (vedi Itin. 8 ) sul margine della cresta; facendo attenzione alle placche di ghiaccio ed alla roccia lavica, sempre particolarmente pericolosa per gli sciatori, si arriverà ad un antico cratere (bocca del 1792- m.2000) ed appena dopo, dalla zona lapide Malerba, inizierà una nuova facile discesa in direzione Sud/Est, fino ad arrivare dove il margine della cresta disegna una grande sella, facendo scaturire sulla destra (Sud) un invitante ampio canale con bella pendenza iniziale (Valle del Tripodo – m.1850 circa).

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