Attività e Natura allo stato puro

Archivi del mese: febbraio 2014

22 02 2014 ancora un miracolo

 

Ieri, lo sguardo sul versante est dell’Etna, aveva messo in ognuno di noi una strana voglia di resa, solo le temperatura, che pian piano sembrerebbero avvicinarsi ai valori medi del periodo, ci ricordano che ci troviamo nel bel mezzo della stagione scialpinistica!!!

L’entusiasmo è basso, telefonata dopo l’altra, i cavernicoli trovano la forza di reagire e si fanno, l’uno da stimolo per l’altro; è la legge del gruppo.

Come se non bastasse, il crollo termico, dopo una settimana di “estate”, paventa pericolosissime formazioni di ghiaccio ovunque.

L’unico a non farcela è Kapukiumma, tutti noi decidiamo di affrontare i 20 minuti sci in spalle e salire dalla non amata dai cavernicoli ma ormai collaudata, “via degli impianti”.

Il tempo è buono ed il vento sostenibile, ci inoltriamo verso nord ovest, senza sapere ancora la via precisa di discesa; sarà l’stinto del lupo che alberga in ognuno di noi a guidarci.

Giunti a quota 3100, mi accorgo con sommo stupore, che la neve non è ghiacciata ed abbastanza liscia e gradevole…..sarà il santo protettore dei cavernicoli a darci una mano?

Si parla del canalone Cristina, ma non reputo opportuno spingerci così fuori zona e nel dubbio di trovare neve uguale o, ancora peggio, più brutta.

Al telefono, Meteo (Fabio), mi comunica che sta intraprendendo una risalita dal versante ovest con un gruppo di amici austriaci.

Ci buttiamo giù verso ovest e, in armonia con il Guru, complice la buona visibilità, tracciamo una via che dovrebbe farci arrivare con gli sci ai piedi fino alla sterrata nei pressi del bivacco Galvarina.

La discesa è brillante, le piccanti pendenze dei pendii dei canali in quella zona, uniti ad una neve matura al punto giusto, lasciano i Cavernicoli increduli fino all’arrivo (quasi tutto d’un fiato) all’ arrivo all’obiettivo prefissato, a quota 1900.

Il rientro lungo i quasi 6 km di sterrato, è tutto un complimentarsi l’un con gli altri ed il solito Kairo ci mette la sua, con la ultrasquisita pausa a base di prodotti casalinghi.

Grazie, chiunque tu sia, nostro santo protettore!!!!

Saro Messina
22 02 2014 trak

2014 02 15 Xadventure day

 

E’ Ufficialmente iniziata oggi, l’opera di allacciamento dell’invisibile ponte teso tra le regioni del Nordest italiano e la Sicilia orientale; l’ obiettivo è uno dei Vulcani più maestosi ed affascinanti d’Europa.

Le condizioni climatiche , tutti ce ne stiamo accorgendo, manifestano inquietanti anomalie termiche e di precipitazioni, quest’anno l’Etna rimane sempre più escluso dal contesto invernale e come se non bastasse, in balia di continui eventi di emissioni di ceneri che compromettono lo scarso innevamento attuale.

Gli amici del team di Xadventure, hanno pensato bene di non farsi intimidire dagli eventi ed in compagnia dei Cavernicoli, sono riusciti a chiudere il progetto ottenendo un risultato, a dir poco, entusiasmante.

Le aspettative non sono altissime, Giulio mi chiede….: Cosa ti inventerai domani?

Da tempo, meditavo di tentare il canale di scorrimento “la giostra 2” (in gergo cavernicolo), sicuramente, vista anche l’esposizione sud ovest (le uniche modeste nevicate sono arrivate da lì), all’interno del proprio grembo la neve resisterà e ci porterà in discesa quanto più in giù possibile.

Sono le 7,50 ed un numeroso gruppo di Cavernicoli, in compagnia di Alan ed Antonio, sci in zaino, si apprestano alla risalita integrale verso quota 2500, primo punto di ritrovo.

Alle 09,30, sentiamo dalla radio, che tutto il resto del gruppo sta per giungere all’arrivo della stazione della funivia dell’Etna.

Il cielo è blu e tira solamente una leggera brezza, oggi con un piacevole effetto rinfrescante……

Apprendiamo che, da poche ore, è in vigore l’ordinanza prefettizia che, per ragioni legate all’attività vulcanica, vieta a chiunque di salire oltre una certa quota….il gruppo degli ospiti accusa una prima scossa.

Marco, da bravo professionista, oltre che dare le basilari informazioni di sicurezza filtra la situazione ai suoi….cala il silenzio.

Risaliamo in direzione nord ovest e comunico ai ragazzi che, oggi non vedranno la cima dell’Etna.

Si tolgono le pelli, la discesa inizia per il fianco occidentale di M.te frumento supino e ci accorgiamo di sciare sopra un super firn etneo!!! Il morale si alza subito e poco dopo, il Vulcano ci ricorda chi comanda.

Una strana nube bianco fluorescente, si innalza maestosa con una traiettoria poco più orientale sul gruppo degli sciatori, allorquando una sensazione di massimo rispetto aleggia tra tutti noi, e qualcuno ringrazia di essere ben lontani dalle bocche.

Malgrado la temperature tipiche di fine maggio, la neve continua ad essere inspiegabilmente piacevole (uno dei misteri dell’Etna) anche in basso e tra colonie di ginepri, faggi e pini larici; il cordone di sciatori riesce a giungere (con gli sci) la sterrata altomontana a quota 1850.

Mentre si rientra in una comoda passeggiata, attraverso il bosco della Milia, ancora increduli, tutti ci chiediamo, se oggi i Cavernicoli siano riusciti nell’impresa di un altro incredibile miracolo.

Saro Messina

 

 

Scialpinismo 08 02 2014 La tacca della neve

 

Ci incontriamo al solito punto di ritrovo, sono le 07,30 e già sappiamo che in mattinata è previsto un veloce fronte che interesserà l’Etna. Il tempo di prendere un caffè e fuori scoppia il finimondo di acqua, vento, tuoni e fulmini; un temporale dai connotati estivi…..incredibile in febbraio!!

Diamo fiducia ai modelli previsionali e tutti votiamo per giocarci la nostra scarta. Al bar del piazzale di Etna sud, non si crede ai propri occhi!!! i cavernicoli alle 09,30 beatamente seduti a gongolare sorseggiando il the….! Qualcosa bolle in pentola.

Tra la meraviglia e lo stupore degli amici ancora increduli, che salutiamo cordialmente, scorgiamo che il miracolo sta per compiersi. Alle 10,00 il cielo si libera ed il vento cala improvvisamente, l’urlo del Kapukiumma si leva……SI PARTE.

Il gruppo inizia deciso, insieme a noi ci sono i bikers del team “sminchialized”, oggi in veste di agguerriti scialpinisti. Saliamo veloci ed in 55 minuti siamo a quota 2480 dove ci ricompattiamo, il blu del cielo e la leggera brezza occidentale ci stimola e dopo qualche ora siamo già a passeggiare sul bordo della Bocca Nuova.

Dopo aver salutato Fabio, Ernesto e la promettente Laura, che ci hanno tenuto compagnia per tutta la salita, decidiamo di mettere in atto il piano originario e scendere sul versante ovest per poi rientrare lungo la sterrata altomontana.

Niente di più azzeccato, pendii splendidi e lisci come biliardi ammorbiditi dai pochi cm di neve nuova caduta appena prima. Tra adrenalina ed urla di gioia scendendo dal famoso canalino alla base del fianco sud di M.te Pecoraro “tacca della neve”, il Guru inoltre per finire, fiuta un incredibile dedalo tra le colate che ci congiunge all’altomontana a quota 1870, in zona Galvarina.

I 5 km di passeggiata di rientro, non fanno altro che decongestionare i nostri muscoli contratti precedentemente e tra una chiacchiera e l’altra, raggiungiamo l’inizio del demanio dove ad aspettarci c’e’ il nostro peek up, precedentemente parcheggiato.

Sicuramente la fortuna oggi è stata dalla nostra, ma l’inconfondibile fiuto per la neve, che è tipico dei cavernicoli, credo abbia fatto il resto.

 

Distanza: 17.29 km
Ora: 5:35:25
Velocità media: 2.9 km/h
Aumento di quota: 1,339 m
Temperatura med: 7,6 °C

 

 

Dettagli

 

 

Tempo

Ora: 5:35:25
Tempo in movim.: 3:51:53
Tempo trascorso: 5:35:25
Velocità media: 2.9 km/h
Velocità media in movim.: 4.2 km/h
Velocità max: 45.5 km/h

Velocità

Passo

 

 

Quota

Aumento di quota: 1,339 m
Perdita di quota: 1,580 m
Quota min: 1,690 m
Quota max: 3,234 m

 

 

Freq. card.

FC Media: 146 bpm
FC max: 191 bpm

Zone

% massima

bpm

 

 

Temperatura

Temperatura med: 7,6 °C
Temperatura min: -2.2 °C
Temperatura max: 28.9 °C

 

 

 

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la tacca della neve

Scialpinismo 02 02 2014 l acqua del quarantore

 

Per tutta la notte e fino a questa mattina, lo scirocco con tutta la sua irruenza, ha scaricato il suo eccezionale carico d’acqua sulla Sicilia orientale, ma la temperatura è estremamente alta e i timori di una “quota neve” eccesiva, ci attanagliano.

Decidiamo di partire, tecnicamente “al buio”, mentre ancora piove.

Sul versante dei Pizzi Deneri, mentre iniziamo la risalita sotto una fitta nevicata, una pallida schiarita ci fa intuire che qualcosa è cambiato. Notiamo che le creste delle colate non sono cosi’ evidenti come sempre, sono state riempite da una neve umida e pesante e che già si trova al suolo sotto forma di una massa compatta e ghiacciata. Sulla parete dell’anfiteatro è necessario l’uso dei coltelli da neve, mentre fa capolino un pallido sole.

Giungiamo ai Pizzi Deneri 2840 slm, ed un meraviglioso panorama si mostra tutt’intorno a noi.

Si scende in fila indiana per il canalone del quarantore, il fondo è durissimo, mentre uno straterello superficiale di neve nuova ci addolcisce le curve, bella sciata.

Giunti in fondo al canale a quota 1800, quando lo strato di neve si assottiglia fino a costringerci a mettere gli sci in zaino, ci accorgiamo che uno scroscio d’acqua ci accompagna, eppure è vero…….il quarantore scorre!! proprio come in primavera.