Attività e Natura allo stato puro

Archivi del mese: marzo 2013

29 e 30-03-2013 le cattedrali della valle del bove

le cattedrali della valle del bove

29 03 2013 u canaluni da rina

disl.vert. Salita e discesa: 700+780
versante salita: sud
versante discesa: est nord est
tempo: h.5,00
difficoltà: BSA

La mia proposta di qualche giorno prima, è subito sposata dal Guru, dal tribuno Marcantonio e
Mario.
L’unica possibile via di salita, è quella che segue i piloni della cabinovia, la temperatura è
ridicola e la neve qui è già marcia alle 7,30 del mattino. Calziamo gli sci a quota 2050, non male,
pensavamo peggio.
La nostra fede per il canalone è grande e non ci lasciamo condizionare dagli strani eventi
meteorologici.
Superato pian del lago, la situazione ci appare subito chiara, uno scivolo di neve nuova dalla
strana consistenza, che può essere definita una via di mezzo tra il firn e la neve fresca, ci porta
da quota 2640 della punta, ai 1860 della base della valle. Pazzesco!! non riesco ancora a capire
come con una temperatura positiva di 10 gradi si possa trovare neve del genere; è il mistero della
valle del bove.

30 03 2013 il canale di serra cuvigghiuni

disl.vert.salita e discesa : 530+450
versanti salita e discesa: sud e est
tempo: h.5,00
difficoltà: OSA

Il giorno precedente, dal canalone, avevo sbirciato sui canali delle serre e avevo capito che quello
di serra cuvigghiuni era in ottime condizioni.
Detto, fatto!!! quando Sandrino mi propone cosa fare l’indomani; non ho dubbi.
Dopo un lungo periodo di assenza, si accoda anche Giosuè; bene, siamo in tre.
Lungo il bordo della valle, il punto di entrata più stimolante è il canale subito a seguire quello
di serra cuvigghiuni, una bella entrata iniziale ad oltre 40 gradi, non c’è di meglio.
La neve è sicura, nessun pericolo anche in caso di un inaspettato imprevisto, io e Sandro ci
lanciamo euforici.
Splendida neve e canale che, via via ,diventa un’autostrada bianca, tutto a cospetto di maestosi
bastioni dalle guglie acuminate; le cattedrali della valle bove.
I 450 m.di dislivello della salita, sono una goduria malgrado il tratto finale, che per via della
forte pendenza, diventa parecchio scivoloso e ci costringe a montare i coltelli.
Siamo pienamente soddisfatti e oggi, anche il trasferimento al piazzale del Sapienza lungo i piste
diventa divertente, per via di una neve perfettamente liscia e matura.
Resoconto: una doppietta totalmente azzeccata.

Saro Messina

traccia gps della discesa per la serra cuviggiuni

traccia gps della discesa per la serra cuviggiuni

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22 e 23 03 2013 – il bivacco di Monte Maletto

22 e 23 marzo 2013 – il bivacco di Monte Maletto

Disl.vert.salita e discesa totale: 230+1240
Versante salita e discesa: ovest, nordovest
Tempo di percorrenza: h.1,15+4,30
Difficoltà: BSA

Questa è una stagione a senso unico, quella dei versanti ovest…., del resto, nevica solo da quelle parti.
Niente di meglio della salita a P.ta Lucia, utilizzando come appoggio il bivacco di M.te Maletto.
Il tempo sembra dalla nostra e dopo l’avvicinamento, alle 18,40 (con un po’ di ritardo) siamo a fare legna nei dintorni della bucolica casupola nel bosco.
Le pietanze sono abbondanti e di ottima qualità, mentre Bandana non resiste alla voglia di sdraiarsi sul suo nuovissimo giaciglio per la notte.
L’indomani, l’ inusuale mitezza dell’aria unita al festoso cinguettio del bosco, ci ricorda l’imminente avvento della nuova stagione…..e per oggi, va bene cosi…
Una entusiasmante salita, di fronte ad un superbo panorama ci trasferisce a quota 2940 e li, ci troviamo con un altro gruppetto di cavernicoli provenienti da P.no Provenzana; sono Sandrino, Pelliccia, Lapunari e Kapukiumma.
Seguendo la naturale orografia del pendio, scendiamo per i valloni di p.ta Lucia, in direzione del bosco di M.te Maletto.
Una nuova salsicciata, questa volta, innaffiata da un abbondante rosso dell’Etna ci prepara alla discesa verso i fuoristrada ed alla celebrazione, davanti ad un abbondante birra, di una nuova bella avventura vissuta insieme lungo i fianchi più inesplorati del nostro Etna.
Saro Messina

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16 03 2013 bentornato inverno

Disl verticale salita e discesa: 1350

Versante salita: sud ovest

Versante discesa: ovest

Tempo di effettuazione: h.5,30

Difficoltà: MSA

Telefono al Guru: Pietro, domani prevedo una bella gita su neve fresca sul versante ovest, fai il possibile….il tempo e la temperatura sono della nostra parte.

L’indomani, il gruppo dei cavernicoli si trova all’appuntamento, il Guru ha saggiamente risposto all’appello e ci sono anche Andrea, Ciccio bandana, Marcantonio e Claudio.

Seguendo la fresa, che ci apre un varco nella neve accumulatasi sulla strada, iniziamo la risalita dal piano Vetore.

Come previsto, la parentesi invernale di questi ultimi giorni ha dato i suoi frutti e tutto il fianco del vulcano appare di un bianco intenso, mentre i paesaggi ci riportano a qualche mese addietro.

In circa tre ore di continua salita, ci troviamo a quota 3000 e niente ci fa sospettare che il cratere di sudest si prepara ad una nuova violenta sfuriata nel corso del pomeriggio.

La neve in quota è abbondante, fredda e resa leggermente ammassata in superficie dal solito vento.

Scendiamo veloci ed euforici e nella parte inferiore, entrati nel bosco, la situazione diventa ancora più divertente. Quando intersechiamo la traccia della sterrata forestale a quota 1760, un coro festoso ci fa comprendere il motivo degli impegni del Guru, è il suo compleanno!!!

Quale miglior regalo per lui? Auguri Pietro e….cento di questi giorni.

Saro Messina

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10 03 2013 il ricordo del canalone degli svizzeri

disl.salita e discesa: m.750

versanti di salita e discesa: sud

tempo di effettuazione: h.3

diffidoltà: MSA

Fa sempre più caldo!!! Inoltre, come se non bastasse, la sera precedente si abbatte una pioggia incredibile e non prevista da alcun bollettino meteo!!! Chiediamo a Fabio cosa fosse successo, ma anche lui ci allarga le braccia.

Le cose si complicano ulteriormente, poca neve, tempo inaffidabile, tanta sabbia a nord e pioggia insistente con temperature di quasi 15 gradi oltre la media. Qui bisogna che si ricorra alla magia e…..così è stato.

L’indomani, la proposta di Meteo è subito scartata, troppo avvicinamento e poche garanzie di riuscita; dal cappello magico esce la soluzione: risalire la zona delle piste di Etna sud e da li inventarsi qualcosa.

Compiuta la salita di buon passo, siamo sul crinale della Montagnola a 2440 m.s.l., il tempo sembra concedersi un po di visibilità, da tanto tempo non percorro il magico canale degli svizzeri, cavallo di battaglia delle prime attività oltre le piste sull’Etna; bene si scende da li.

Malgrado la neve nuova caduta già marcia (viste le temperature) il fascino del canalone convince tutti e regala un’altra piccola vittoria ai cavernicoli ed agli ospiti.

Il resto, è raccontato dalla sequenza di immagini appresso presentata……., buon divertimento.

Saro Messina

09 03 2013 nati liberi e selvaggi (born to be wild)

disl.salita e discesa: 640+500

versante salita: sud e nord est

versante discesa: nord est e sud

tempo di percorrenza: h.5,30

difficoltà: OS/BA

Una gita con un tale titolo, non poteva che avere come sfondo lo scenario della valle del bove, l’anima primordiale dell’Etna.

Un folto gruppetto anche questo w.e. ed un clima, viste le temperature, a dir poco bizzarro che sembra trasferirci due mesi in avanti con la stagione.

Un gran rompicapo per i cavernicoli, con i pizzi deneri sotto svariati centimetri di sabbia vulcanica, due giorni di pioggia alle spalle fino ai 2300 m. di quota ed un innevamento a limite sul versante sud. Il vento tira forte in quota, non ci restano alternative….si decide per il canalone della rina, ma sarà fattibile?

Malgrado le personali basse aspettative del sottoscritto, una sottile lingua bianca ci trasferisce sul nevaio di rocca sabbiosa e poi a sulla schiena dell’asino a quota 2500. La profezia del Guru, sembra prendere consistenza, il canale appare in ottime condizioni e la neve trasformata dalle alte temperature mi conferisce un maggior senso di tranquillità. Mentre saggio le condizioni delle neve, mi dicono che uno dei miei sci viaggia verso valle, un’anomala folata di vento…oppure un tocco maldestro? Nessuno lo saprà mai, un elogio alla grande generosità di Claudio che mi aiuta a recuperarlo.La discesa si rivela subito una bella sciata di fine stagione e mentre io sudo dietro le frenetiche serpentine di “Eric il vichingo”, il gruppo entusiasta, arriva veloce in fondo alla valle.

La risalita, per la stessa via di discesa è una bella prova di costante moderata sofferenza che ti avvolge per gli oltre 500 m. verticali a pendenza sostenuta, ma gli ultimi metri prima dell’uscita ripagano di grande soddisfazione, è fatta!! tolte le pelli un gruppo di sciatori “liberi e selvaggi” irrompe sulla strada sottostante.Oggi, doppio rinfresco….alle delizie di Kairo si sommano quelle del Kapukiumma.

Saro Messina

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03 03 2013 la carica dei 30 e 1

Disl.verticale salita e discesa: 1400

Versante salita: nord est- nord

Versante discesa: nord est

Tempo di percorrenza: h.6

Difficoltà: MS

Il titolo storpiato del famoso classico, lascia immaginare il lungo serpentone di scialpinisti che la scorsa domenica hanno goduto insieme sulle candide nevi dell’Etna, giornata, tra l’altro, caratterizzata da un sole splendente da neve nuova e assenza assoluta di vento.

Lo slargo sotto lo chalet “monte conca” è gremito di sciatori alpinisti che, malgrado intreccino diversi accenti dialettali, rispondono tutti allo stesso irresistibile richiamo per la neve vergine.

Alle 08.00 siamo tutti in marcia, destinazione presunta, ma non ancora decisa, verso i fianchi settentrionali del Vulcano. Alle 11,30, dopo circa 3 ore e mezzo di marcia, giungiamo sulla cima di Punta Lucia 2940 s.l.m. e ci sporgiamo dallo splendido balcone sul versante nord occidentale dell’Etna. Io propongo un asso nella manica; poggio di lenzi, una gita che non delude mai, ma il volo delle 18,00 lascia tempi troppo ristretti alla maggior parte dei nostri ospiti e (saggiamente) si decide di non rischiare.

Risaliamo ancora i 300 m. che ci separano da Punta Agata (3200 s.l.m.) fino ai piedi dei crateri sommitali che ci regalano anche spettacoli di piccole esplosioni non previsti.

In poco tempo, il costone della valle bianca è popolato da un esercito di formichine esultanti. Incredibilmente, malgrado la temperatura, la neve il alto è farinosa e fantastica; tutti esultiamo come bambini impazziti, mentre il maestro Giulio sfoggia divertentissimi virtuosismi.

Una giornata incredibile, immersi in un’atmosfera multiregionale, tutti ci scambiamo felici i commenti sull’esperienza appena vissuta e in pochi minuti, l’ormai consolidato appuntamento con le delizie alimentari di kairo appare pronto sul cassone del fuoristrada a fianco. Grazie ancora a tutti, a nome di tutti noi.

Saro Messina