Attività e Natura allo stato puro

Archivi del mese: febbraio 2013

28 02 2013 fuga dall’eruzione (il canalone della montagnola)

disliv.vert.salita e discesa: 650+200
versante salita: sud+nord est
versanti discesa: est+sud
tempo di percorrenza: h.4
difficoltà: OSA

SuperT mi sollecita, ripristiniamo il giovedi santo (così viene denominata la gita
infrasettimanale), malgrado gli impegni….sono tentato, ma si, meglio approfittarne.
So che il Vulcano è molto irritato e scelgo di non mettermi sottovento….tentiamo “u canaluni da rina”, gita a me sempre molto cara.
Malgrado lo scarso innevamento, si sale bene, resta scoperto solo l’ultimo passaggio a quota 2400.
SuperT, oggi è stanco, lo incoraggio ma stenta a rimanere a vista, medito bene di proporgli il canale.
Giunti al margine della schiena dell’asino, ci affacciamo; il canale sembra buono e non è ghiacciato, condizione fondamentale per effettuarne la discesa.
Una nevina nuova sopra uno strato duro ci alletta a scendere……ma sinistri boati rimbombano nella valle…..”a Muntagna sta pattennu”. Da li a poco un crescendo di boati ed esplosioni ci convince che forse sarebbe meglio interrompere la discesa e ripiegare verso le pareti alla nostra destra per guadagnare la schiena dell’asino, così sia.
Mi sforzo, perchè la neve migliora ed il canale più in basso è in ottime condizioni, ma con il fuoco io non ho confidenza. Giunti al sicuro sul margine della valle, l’eruzione raggiunge il suo apice e ci consente anche qualche bello scorcio di ripresa…..ma per me, il tempo sembra un’eternità….penso solo a fuggire via dall’eruzione lungo la parete sud della Montagnola che è coperta di un ottimo firn fino alla strada.
Saro Messina


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24 febbraio 2013 il Vulcano dai mille volti (la giostra)

disl.vert.salita e discesa: m.1300

versante salita: sud, sud ovest

versante discesa: sud ovest

tempo di percorrenza: h.5

difficoltà: MS

Che il clima del nostro amato Etna sia rinomatamente imprevedibile….era già cosa assai nota, questa volta ne hanno fatto le spese: Flavio, Chiara ed Alberto da Bassano d.G.

Prelude la gita ,un w.e. Con un picco termico decisamente anomalo (20 gradi di max), a cui segue un sabato da inferno dantesco con 20 minuti di attività parossistica tra le più violente in memoria, condita da fontane di lava di un migliaio di metri e lanci di lapilli e detriti fin quasi la citta di Messina. Lo spettacolo è decisamente di incredibile fascino…..ma IO tremo, al solo pensiero che l’indomani buona parte dei pendii ricorperti di candida neve possano scomparire sotto decine di cm.di sabbia vulcanica!!!

Per fortuna il danno è limitato, abbiamo perso solo (e non è poco) i canali dei Pizzi Deneri, poteva essere un disastro.

Durante la risalita per m.te nero degli zappini, la temperatura è quasi da dar fastidio, Chiara dice: sembra di essere come da noi in agosto

Aspetta a dare sentenze le dico, qui in pochi secondi il mondo riesce a mettersi alla rovescia.

Il mio massimo obiettivo stimato erano i 2800 m. di monte frumento supino, ma una cosa tira l’altra, riusciamo ad ammirare da poca distanza l’apparato eruttivo dei crateri sommitali a quasi 3000 m.

Neanche il tempo di gioire e tutto diventa un inferno di vento, freddo, nebbia e gragnola che, arrivando a folle velocità, ti ferisce il volto.

La parola d’ordine è una: scendere subito e comunque !!!!

Tutti in fila, ci defiliamo da quota 3000 e la mia idea è quella di imboccare il canale della “giostra”, ma non è facile; la visibilità è pessima e anche il solo visionare il gps diventa un’impresa.

Ci accorgiamo che il canale è giusto, scendiamo sempre più veloci e inizia a nevicare in maniera più decisa, ma il vento e la temperatura non sono quelli che ci hanno sorpresi in alto.

Cominciano le urletta di entusiasmo e il fondo si trasforma in un piacevole firn di anticipo di primavera.

Più in basso, nel bosco, lo scenario migliora ulteriormente ed il divertimento prende il posto dei precedenti brividi di freddo fino all’arrivo all’intersezione con l’altomontana che, in breve, ci conduce alle auto. Kairo ci manca, ma i cannoli siciliani alla ricotta….ora non mancano.

Saro Messina

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16/17 febbraio 2013 due giorni vicini al cielo

I Giorno 16/02
Disl.salita: 1350, versante sud ovest
Disl.discesa: 1185, ovest
Tempo di effettuazione: h.7
Difficoltà: BSA

Malgrado il bollettino meteo prevedesse giornate incerte fino ad instabili, abbiamo voluto giocarci la nostra carta, confortati dalla nostra saggia filosofia cavernicola del “virennu facennu”.
A p.no di M.te Vetore siamo tutti agguerriti e appesantiti da zaini, decisamente fuori target.
Incontriamo (casualmente) anche C.Bandana, che appreso dei nostri piani, corre subito a casa a riorganizzare lo zaino ed il suo w.e..
Meteo non crede ai suoi occhi, giornata luminosa e moderatamente ventosa anche in cima; la matematica dei modelli comincia a starci un po’ stretta, Si Parte.
Oltre il dislivello e gli zaini di 15 kg, lo sviluppo rende questa sorta di ascesa-traversata molto impegnativa anche per un cavernicolo incallito. Kapukiumma, infortnatosi precedentemente al tricipite brachiale (muscolo indispensabile nella fase di spinta del bastoncino in salita) , compie il suo miracolo arrivando al cratere del piano (m.3100). Mentre Pelliccia e SuperT rientrano dalla via di salita, Io, Meteo, K.Kiumma e Sandrino, in poco più di 4 ore, cominciamo la discesa sul versante occidentali dell’Etna.
In alto, la neve è lavorata dal vento e cambia continuamente e ci costringe ad una discesa sempre vigile ed attenta, a tal riguardo, Meteo prende qualche rischio abbandonandosi a velocità inappropriate alle condizioni. Ma, quando dallo sfrangiamento delle nuvole in basso, fa capolino il comignolo del bivacco di Poggiolacaccia , scesi sotto quota 2400, la neve si trasforma in una brillante candida farina che ci accompagnerà fino all’uscio del rifugio, a quota 1915.
Giunge alle 16,30 la telefonata dal Guru, “siamo in cammino lungo l’altomontana, Io, Bandana ed il giovane Nino Junior” (alla sua prima esperienza fuori dalle piste).
Quando, alle 18,15 alla luce delle frontali, i tre giungono a destinazione, il nostro camino ha già dorato le salsicce (provvidenzialmente portate a nostra insaputa da Meteo!!!) e presto tutto si trasforma in un tripudio di odori, colesterolo e vino, mentre fuori comincia a nevicare……
Alle 21,45, smaltite le ultime risate dateci dai mitici “racconti di Meteo”, le ultime candele si spengono assieme alla splendida giornata.

II Giorno 17/02
Disl.vert.salita: 900 m., ovest
Disl.vert.discesa: 900 m., ovest
Tempo di effettuazione: h.4
Grado difficoltà: MSA

…Alle 5,45 tento di dare la sveglia alla truppa….la nevina della notte non mi fa stare tranquillo al calduccio del sacco a pelo.
Tra odori di carbone, gas e benzina dei fornellini, si consuma la prima colazione ed alle 07,20 sono l’ultimo a chiudere la porta della casetta in pietra.
Mentre i primi raggi di sole colorano di rosa i pendii di poggiolacaccia, provo un profondo stato di frustrazione nell’accorgermi che la colla delle mie pelli si è trasformata in uno strato di solido ghiaccio ed il termometro segna sette gradi sotto lo zero.
Solo il provvidenziale intervento di Sandrino, contattato per radio, ed il suo “american tape”scongiura una mia tragica ritirata dalla gita.
Ci troviamo riuniti a quota 2400 e decidiamo di non proseguire, perché la neve più in sù comincia ad apparire rovinata dal vento e c’e’ anche Nino Junior che riceve i nostri complimenti.
Ancora una volta, i canali sono pieni di farina e mentre io sono costretto per via delle pelli a fermarmi al rifugio, il resto del gruppo viene invogliato a scendere oltre, fino a monte Mezzaluna.
Una nuova salsicciata sancisce la giornata e funge da aperitivo ai 9 km.di cammino che ci separano dal punto di partenza……..una cosa è certa per i prossimi 3 mesi:“niente carne”.

Saro Messina

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10 02 2013 L’anfiteatro (si fa quel che si può)

Disl.vert.salita e discesa: m.540

Versanti salita e discesa: nord-est

Tempo di percorrenza: h.2

Grado difficoltà: MS

Il trafiletto che segue il titolo della gita la dice lunga sulle condizioni climatiche della giornata del 10 febbraio u.s.

La situazione era annunciata ed io mi sono sbagliato solo di 50 m., avendo previsto l’obiettivo massimo a quota 2500 m.

Ma per un vero fissato della neve (e tutti in quel gruppo lo eravamo) anche queste piccole avventure, tra i canali dell’anfiteatro con visibilità nulla oppure tra i pini ed i faggi che sovrastano le sciovie (obiettivamente con neve in discesa di ottima qualità), si trasformano in grande divertimento.

Con noi: il Mister Aldo,la moglie Elda malati di scialpinismo e la figlia Anna dalle abitudini metropolitane; tutti from Mondovì (CN).

Una salita sferzata da un contiuo vento contrario, nevischio e scariche di cristalli ghiacciati e per condire il tutto alla fine, la nebbia bianca , quella per intenderci, che confonde le attività vestibolari deputate all’orientamento del corpo nello spazio.

Ma eravamo li, perchè sia noi che i nostri amici avevamo voglia di scalare un fianco del Vulcano quel giorno.

Il Vulcano ci ha anche allettati, con una schiarita tanto improvvisa quanto sospetta…….una vera trappola per pivelli, a cui noi cavernicoli ovviamente non abbiamo abboccato.

Da li a poco….un vero nuovo inferno di vento, freddo, neve e nebbia.

Meglio poche curve sulla farina tra le boschine di Piano Provenzana, “a Montagna”, ancora una volta, ci ha ricordato che con lui non di scherza.

Saro Messina

05 02 2013 il canale centrale dei P.Deneri (spezzagambe)

 

Disl.vert.salita e discesa: m.1165
versanti salita e discesa: nord est
tempo di percorrenza: h.4
grado di difficoltà: OSA

 

Avevo detto a Sandrino che non sarei venuto l’indomani per S’Agata, festa della Santa Patrona di Catania.
Ma, come sempre, alzando l’indomani il naso in su, non sono riuscito a resistere a quella giornata incredibilmente serena.
E’ tardi per le mie abitudini, sono le 09,45 e mi accingo a partire dalla strada Mareneve all’altezza del curvone di Monte Baracca.
I 5 cm. Di fresca caduti la sera precedente, hanno trasformato totalmente l’immagine del bosco, che ora appare fatato ai miei occhi.
Seguo la via ordinaria, per il primo tratto nel bosco, poi nel vallone e quindi sul fianco nord di Monte Frumento, l’imbocco al canalone.
Sotto lo strato di neve fresca, un fondo duro mi costringe a montare i rampant lungo le ripide pendenze del canale.
La totale assenza di vento a quota 2800, mi convince che oggi è una giornata realmente particolare.
Rinuncio a percorrere le ultime centinaia di metri fino allo scollinamento della vetta (cima dei P.Deneri) per mancanza di neve e presenza di rocce miste a ghiaccio, anche se da li il panorama sui crateri sommitali e sulla valle del leone paga sicuramente le energie ed il tempo impiegate.
La discesa, lungo le tracce di salita, risulta abbastanza piacevole, il manto è liscio in alto ed ancora più uniforme e piacevole nel tratto basso e poi nel bosco.
All’arrivo in auto quota 1635, sono tanto soddisfatto e subito penso a Sandrino che nel frattempo, lo immagino nostalgico guardare “a Muntagna” da giù.

 

Saro Messina

 

 

02 02 2013 The Pumarazzu story

canale alto di Punta Lucia

dislivello salita e discesa: m.1075

versante: nordovest

tempo di percorrenza: h.6

difficoltà: MSA

 

Anche oggi, il vento è stato protagonista, tanto da farci addirittura cambiare versante.

Giunti a P.Provenzana ed alzato lo sguardo, è stato facile capire che non saremmo arrivati a

quota 2400!

Salta una proposta; cambiare versante e salire verso il nostro obiettivo dalle sterrate sopra Maletto, da Pumarazzu. I cavernicoli, da arditi fungaioli, conoscono quei boschi e sanno come affrontare con il fuoristrada le difficili sterrate.

Con noi oggi, gli amici vicentini e precisamente di Thiene. I fratelli siculo-veneti Gianluca e Riccardo dall’ottimo palato, mister birra Gianni, Igor 185 cm.di simpatia ed il capogruppo Luca.

“Carusi boni”, come diciamo dalle nostre parti: bravi ragazzi dal drink facile.

In poco meno di un’ora stiamo già affrontando le aspre carrate del versante nordovest e la faccia dell’Etna da quella prospettiva sembra un’altra.

Giunti a quota 1440, siamo già con gli sci ai piedi verso M.te Maletto. Dopo circa due ore di avvicinamento, fatta una breve sosta al rifugio omonimo, giungiamo alla fine del bosco e lo spettacolo di Punta Lucia ci impietrisce. Il vento tira forte, anche qui, ma decidiamo di giungere a monte di uno dei grossi canaloni che discendono dalla punta.

La salita non è semplice, anche a causa delle forti raffiche che improvvise ti piombano addosso disorientandoti. Povero Gianni!!! lui ha anche la vela, ma è bravo a sfruttare i momenti di relativa calma per avanzare a piccoli passi.

Il gruppo si sfalda e si perdono pezzi, Michele fa dietro front e SuperT, eroicamente per via del suo ginocchio malconcio, si ferma a metà salita. Pelliccia sta vicino…..e riusciamo a congiungersi con il mitico Kairo, risalito a piedi in mattinata, praticamente da casa sua.

Si riesce ad arrivare a quota 2515, ben fatto! Qui la neve sembra addirittura farinosa.

L’entusiamo ci proietta in una discesa forsennata a folle velocità, ignorando che la neve in alcuni punti cambia, presentando una leggera crosta.

In discesa, ci concediamo una sosta al rifugio di Monte Maletto ed il solito kairo ci ristora con i suoi prodotti genuini.

Scavalcando svariati recinti e fili spinati, alle 16,00 circa giungiamo alle auto con un lunghissimo sorriso di soddisfazione in volto. Anche oggi, i cavernicoli sono riusciti a mettere in piedi una situazione che non prometteva niente di buono e a mostrare il volto bianco del Vulcano.

Saro Messina